Energie rinnovabili: decreto FER, incentivi per la sostituzione dell’amianto con pannelli fotovoltaici

Energie rinnovabili: decreto FER, incentivi per la sostituzione dell’amianto con pannelli fotovoltaici

Passi avanti per il Decreto “Rinnovabili” con un premio di 12 €/MWh per tutti coloro che sostituiranno con pannelli fotovoltaici la loro copertura in amianto.


Sempre più importante è il tema dell’energia rinnovabile per il nostro pianeta. Ecco che gli incentivi e le agevolazioni diventano sempre più concreti. Dopo le vecchie bozze iniziali, sono state accettate diverse richieste proposte dagli operatori. In seguito al confronto avvenuto lo scorso 25 Settembre, il testo è stato inviato dal Ministero dello Sviluppo Economico al Ministero dell’Ambiente che dovrà valutarlo.

Il decreto interministeriale Fer (ministero dello Sviluppo economico e ministero dell’ambiente) punta a incentivare eolico, fotovoltaico e rinnovabili più competitive fino al 2020. Il testo, contenente gli incentivi alle rinnovabili per il periodo 2018 – 2020, rispetto alle bozze precedenti, introduce incentivi per la sostituzione delle coperture in amianto con moduli fotovoltaici.

Nella bozza del decreto si legge che gli incentivi vogliono riferirsi maggiormente, non all’utilizzo delle energie rinnovabili in sé, e quindi con l’istallazione degli impianti fotovoltaici, ma a quelle situazioni in cui l’istallazione del fotovoltaico può fornire anche un vantaggio supplementare, e quindi riferirsi all’impiego di energie rinnovabili in superfici già con altri usi.

Sarà incentivata tutta l’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici realizzati in sostituzione di coperture in amianto o eternit, quindi non solo quella immessa in rete, ma anche l’energia destinata all’autoconsumo. In questo modo sarà possibile coprire gli investimenti realizzati per la sostituzione delle coperture.

Gli impianti fotovoltaici realizzati al posto delle coperture in amianto avranno diritto, in aggiunta agli incentivi sull’energia elettrica, a un premio pari a 12 €/MWh, erogato con le stesse modalità e tempistiche degli incentivi sull’energia elettrica. L’amianto dovrà essere rimosso e smaltito secondo le modalità indicate dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE). Questo incentivo non potrà essere cumulato con altri bonus per la rimozione dell’amianto.

Secondo il Decreto FER, gli impianti che potranno usufruire di questi incentivi sono stati divisi in diversi gruppi, quali:

  • Gruppo A: impianti eolici; ii. impianti fotovoltaici;
  • Gruppo B: impianti idroelettrici; iv. impianti geotermoelettrici; v. impianti a gas residuati dei processi di depurazione; vi. impianti alimentati da gas di discarica;
  • Gruppo C: impianti oggetto di rifacimento totale o parziale e rientranti nelle tipologie di cui al gruppo A, lettera i) e gruppo B lettere iii) e iv).

A questi la bozza del 6 settembre ha aggiunto il gruppo Gruppo A-2: impianti fotovoltaici i cui moduli fotovoltaici sono installati in sostituzione di coperture di edifici su cui è operata la completa rimozione dell’eternit o dell’amianto. In base al testo, la superficie dei moduli non può essere superiore a quella della copertura rimossa.

Avranno la possibilità di beneficiare degli incentivi per il fotovoltaico, quegli impianti con potenza maggiore a 20 kW che non hanno la facoltà di godere delle detrazioni fiscali destinate agli interventi di riqualificazione edilizia, vale a dire il Bonus Ristrutturazioni.

Il testo inviato dal Ministero dello Sviluppo Economico al Ministero dell’Ambiente, ha recepito anche le altre richieste degli operatori:

– L’introduzione di un’aggiuntiva procedura d’asta e registro nel corso del 2021 in modo tale da incrementare l’arco temporale di vigenza del decreto e fornire maggior certezza agli operatori;
– L’incremento del 10% della tariffa incentivante rivolta agli impianti mini idroelettrici e mini eolici;
– La priorità agli impianti realizzati su discariche chiuse e ripristinate nonché su aree dove risulta rilasciata la certificazione di avvenuta bonifica;

– La facoltà, per impianti idroelettrici ed eolici, di utilizzare componenti rigenerati anche se con una più alta riduzione della tariffa incentivante;

– L’introduzione di uno specifico criterio di salvaguardia tecnologica tale per cui, al verificarsi di condizioni particolarmente sfavorevoli per una fonte in competizione con altre all’interno dello stesso contingente, quest’ultima venga preservata tramite l’attivazione di un contingente dedicato;
– La richiesta di cauzioni a garanzia della concreta realizzazione dei progetti iscritti al registro, in misura comunque adeguatamente inferiore alle cauzioni previste per le aste.


Potranno accedere agli incentivi, previa partecipazione a procedure pubbliche per la selezione di progetti da iscrivere in appositi registri:

– gli impianti di nuova costruzione o integralmente ricostruiti e riattivati, di potenza inferiore a 1MW;
– gli impianti oggetto di un intervento di potenziamento, qualora la differenza tra il valore della nuova potenza installata rispetto alla potenza installata precedentemente l’intervento sia inferiore a 1 MW;
– gli impianti oggetto di rifacimento di potenza inferiore a 1 MW.

Gli impianti con una potenza superiore a 1 MW potranno accedere agli incentivi partecipando ad aste al ribasso. Le aste saranno suddivise per gruppi di tecnologie, in base alla capacità di ridurre i costi. Eolico onshore e fotovoltaico da una parte, idroelettrico, geotermoelettrico e gas di discarica e depurazione dall’altra.

Con le aste saranno definiti i livelli di incentivazione, nei limiti di contingenti di potenza. La potenza messa a disposizione per fotovoltaico ed eolico sarà pari a 4.800 MW mentre il secondo ed il terzo gruppo riceveranno, rispettivamente, 140 MW e 490 MW.

 

“Siamo molto soddisfatti dello schema del Decreto – ha dichiarato il Sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega all’energia Davide Crippa– soprattutto perché nasce da un confronto con le Associazioni che ci ha consentito di apportare quelle modifiche necessarie a risolvere alcune criticità riscontrate. Qualora ce ne fossero altre di natura territoriale, queste verranno affrontate ed eventualmente risolte in sede di Conferenza Unificata Stato-Regioni. Vorrei inoltre ricordare – ha aggiunto Crippa – che questo Decreto rappresenta il primo tassello di una più ampia strategia del Governo, che si aggiunge ai provvedimenti contenuti nel DEF in fase di approvazione e che avrà come cornice generale il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima su cui stiamo lavorando e che presenteremo, come previsto, alla Commissione Ue.”

 

Fin dalla prima bozza, gli incentivi al fotovoltaico hanno rappresentato una novità per il Decreto FER. Ricordiamo infatti che dal 2013 il fotovoltaico non ha ricevuto più gli aiuti del Conto Energia dal momento che è stato considerato in grado di sostenersi autonomamente nel mercato. Le altre fonti di energia rinnovabile hanno continuato ad usufruire degli incentivi fissati con i decreti FER elettriche non fotovoltaiche, come ad esempio il DM 23 giugno 2016.

Ma non solo, perchè gli aiuti al fotovoltaico hanno subìto dei tagli retroattivi a causa del Decreto “Spalma Incentivi” (DL 91/2014). La norma, dopo accese proteste, è stata considerata legittima.
Il Governo ha però deciso di cambiare rotta, come si legge nella bozza del decreto, “alla luce della Strategia energetica nazionale (SEN) e degli esiti del DM 23 giugno 2016″.

 

Durante il workshop “Efficienza energetica e piano energia e clima” organizzato da Agici Finanza d’impresa e dal Centro Studi sull’Economia e il Management dell’Efficienza Energetica (CESEF), Crippa ha annunciato che il Governo intende “far partire subito il Fondo Nazionale per l’efficienza energetica e prevedere una bollinatura di qualità dei progetti per garantire la finanziabilità dei progetti e favorire gli investimenti dei comuni, rilanciare il meccanismo dei TEE attraverso linee guida interpretative, anche risolvendo i contenziosi in corso, stabilizzare l’ecobonus per almeno tre anni, per garantire i necessari tempi decisionali agli investitori, e prevedere una cabina di regia per l’efficienza energetica nella Pubblica Ammnistrazione, che possa individuare modifiche normative che favoriscono la cooperazione tra pubblico e privato”.

La dichiarazione del Sottosegretario Crippa sulla stabilizzazione triennale dell’Ecobonus sembra porsi in contrasto con i contenuti del disegno di legge di Bilancio per il 2019. La bozza approvata dal Consiglio dei Ministri prevede infatti la consueta proroga annuale dei bonus per la casa. Resta ora da capire se l’annuncio del Sottosegretario lascia spiragli a modifiche del testo o ad altre iniziative in altri testi di legge.

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Celeste Simone

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