Promuovere la Sicilia del vino: digital marketing e casi di successo

Promuovere la Sicilia del vino: digital marketing e casi di successo

Le più innovative tecniche di marketing e comunicazione al servizio dell’enogastronomia: quali sono le aziende vinicole siciliane che meglio hanno saputo interpretare il repentino cambiamento, evolvendo le loro strategie di promozione per stare al passo coi tempi, amalgamando l’universo reale con quello digitale?


La Sicilia, oltre a essere una terra meravigliosa (inutile a dirsi), è anche una regione in cui si mangia e si beve da dio, al punto da essere stata eletta dal rapporto sul turismo enogastronomico italiano, risultato dello studio condotto dall’Università degli studi di Bergamo e dalla World Food Travel Association, la seconda meta enogastronomica preferita dai turisti, battuta solo dalla Toscana.

Secondo le ricerche svolte nell’ambito di tale studio, il turista interessato a compiere un viaggio enogastronomico in Sicilia è attratto dal cibo locale, dai mercati e dal food truck (i camioncini che vendono cibo di strada, per intenderci), per immergersi quanto più nella cultura culinaria del territorio. Ma, prima che ciò avvenga, il turista interessato a tale esperienza muove i primi passi sul web.

Cerca i prodotti IGP, studia gli itinerari enogastronomici e le strade del vino, prenota on-line visite in cantina guidate e degustazioni. Inutile dire che, a questo punto, risulta di fondamentale importanza per tali strutture essere quanto più presenti sul web per raccogliere una fetta sempre più consistente di utenti.

Come viene veicolato l’argomento sul web? Come sappiamo, esistono diversi canali, primo fra tutti il sito internet, seguito da tripadvisor e dai social media in generale. A tal proposito, approfondisco meglio l’argomento qui.

Dando un’occhiata sul immenso mondo del web, però, mi sono accorta che esistono, tra le decine di cantine sparse in tutta la Sicilia, quattro aziende vinicole che meglio hanno saputo sviluppare una strategia di marketing applicata sia all’universo digitale che a quello reale, amalgamando tali settori e creando una sorta di interdipendenza tra le parti, che rappresenta proprio quello che il turista di oggi cerca.

Esaminiamo brevemente i casi uno per uno.

 

  1. TASCA D’ALMERITA – Quando l’ospitalità si fa social in Sicilia

 

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Tasca D’Almerita è un’eccellenza siciliana presente sul territorio da ben duecento anni. Da ben otto generazioni, la famiglia Tasca cura con passione le proprie vigne, terre baciate dal sole sparse in diversi punti strategici della Sicilia, alle quali si sono aggiunte, da qualche anno a questa parte, le tenute di Capofaro a Salina nell’arcipelago delle Eolie, Tascante sull’Etna, Whitaker a Mozia (in provincia di Trapani) e Sallier de La Tour nella Doc Monreale.

Ed è proprio questo il punto nevralgico della strategia di marketing di Tasca D’Almerita: la sua ospitalità social e diffusa. Tasca, infatti, permette, attraverso le sue tenute dislocate in vari punti della Sicilia, di conoscere in maniera approfondita il territorio, partendo dalle varietà autoctone che lo contraddistinguono. Dalla Sicilia più rurale e autentica della tenuta Regaleali a Sclafani Bagni fino alla tenuta di Capofaro a Salina, nell’estremo versante delle isole Eolie, Tasca D’almerita è in grado offrire un’offerta turistica diversificata per tutti i tipi di turisti amanti del buon vino, che siano appassionati di mare o di campagna.

 

  1. GRUPPO DUCA DI SALAPARUTA – Un motore di ricerca per scegliere il vino ideale

Il Gruppo Duca di Salaparuta annovera al suo interno tre pilastri che hanno fatto la storia del mondo vinicolo siciliano: Salaparuta, Corvo e Florio.

Non mi dilungherò in questa sede a tessere le lodi di questi magnifici vini, poiché voglio concentrare la mia attenzione sulle strategie di marketing messe a punto dall’azienda.

Partiamo dal sito web: ben strutturato, l’home page permette subito di accedere alle tre macro-aree che rappresentano i tre marchi del gruppo. L’uso dei colori diversifica nettamente ciascuna delle tre aree. Si fa, inoltre, ampio ricorso alla fotografia e, soprattutto, ai primissimi piani.

Una chicca imperdibile del sito web è il wine browser, ovvero un motore di ricerca che aiuta a scegliere il vino più adatto in base all’occasione e/o ai gusti personali.

Ultimo, ma non meno importante aspetto del sito è sicuramente l’esclusivo store collegato al sito https://duca.store/, che permette di acquistare con pochi click tutti i vini prodotti dai tre marchi nei formati classici o in esclusive confezioni da collezione.

 

  1. SETTESOLI – E se il Gattopardo fosse stato scritto ai tempi dei social?

 

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Cantine Settesoli: una cooperativa vinicola siciliana che conta più di 2000 agricoltori per tre grandi nomi di successo. Settesoli, Inycon e Mandrarossa sono le tre varietà prodotte in quest’angolo di Sicilia occidentale baciato dal sole che è il territorio di Menfi, in provincia di Agrigento. Settesoli nasce nel 1958, nello stesso anno in cui viene pubblicato “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. E proprio nel romanzo si fa riferimento al feudo Settesoli, nome di fantasia che ha ispirato la nascita di questa eccellenza siciliana.

Ma torniamo al marketing e alla nostra indagine sui casi di successo sulla Sicilia del vino. Perché ho voluto prendere in considerazione Settesoli? Perché è proprio a due dei suoi marchi che si legano due dei più prestigiosi e partecipati eventi legati al turismo del vino siciliano: Inycon e il Mandrarossa Wineyard Tour.

Inycon si svolge ogni anno a Menfi dopo metà giugno. È un festival dedicato alla promozione del vino di qualità, che annovera al suo interno eventi vari, quali convegni, mostre, concerti, dibattiti, spettacoli, talk-show e degustazioni guidate. Per maggiori info, potete consultare il sito https://inycon.it/.

Il MandrarossaWineyard Tour, invece, si svolge ogni anno a settembre, parallelamente al periodo della vendemmia. Si tratta, infatti, di una sorta di “spettacolarizzazione” della vendemmia, i cui spettatori, oltre che ad assistere, possono non solo prendere parte a questa grande e antica pratica, ma soprattutto divertirsi tra degustazioni, visite guidate tra le vigne, show cooking, fare escursioni in bici o a cavallo, recarsi al mare (che dista pochissimo) e assistere a spettacoli musicali.

L’evento è particolarmente seguito e pubblicizzato sui social.  Dal merchandising (cappelli di paglia, porta bicchieri e accessori vari), ai vari hashtag di promozione, durante i giorni di svolgimento dell’evento, i trends del settore indicano un’impennata di tutti i tag relativi al MandrarossaWineyard Tour, a Settesoli e al territorio menfitano. Un vero e proprio evento territoriale amplificato dai e sui social!

 

  1. BARONE DI VILLAGRANDE – Un esclusivo wine resort all’interno di una cantina per un vino dalle etichette che sembrano dipinte a mano

 

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Concludo questa rassegna sui quattro casi, a parer mio, più illuminanti, sul rapporto tra marketing digitale e turismo del vino in Sicilia con l’azienda vinicola Barone Di Villagrande, con due meravigliosi vigneti ai piedi dell’Etna e sull’isola di Salina. Cantina nata nel lontano 1869, la promozione della loro attività è naturalmente incentrata sulle grandi qualità del vino derivante da uva maturata su vigneti cresciuti su territori vulcanici che, come si sa, risultano particolarmente fertili. Da questa caratteristica fondamentale del vino Barone di Villagrande si snoda un robusto impianto comunicativo basato sulle peculiarità dei vigneti. E la genuinità dell’identità territoriale è ben trasmessa sulle etichette dei vini, le quali sembrano dipinte a mano con gli acquerelli raffiguranti l’Etna, le Eolie e, naturalmente, il vino che scorre.

Ultimo, ma fondamentale, perno della strategia di marketing e promozione territoriale della cantina Barone di Villagrande è il wine resort, una location esclusiva con solo quattro camere e una piscina a disposizione. Un luogo fuori dal caos della vita quotidiana in cui il turista enogastronomico può soggiornare e osservare da vicino i lavori tra le vigne e in cantina e degustare i vini e i prodotti tipici del territorio etneo.

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Ilaria Limblici

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